Aido Mozzo

Sezione Duilio Biffi

AIDO: una realta’ importante per Mozzo

Gruppo AIDO Mozzo

Il gruppo AIDO di Mozzo (Associazione Italiana per la Donazione di organi, tessuti e cellule) nasce nel lontano 1977 dalla volontà di alcuni amici che decisero di promuovere sul nostro territorio la cultura della donazione degli organi, sull’esempio dell’AIDO nazionale nato nel 1973 e ancor prima del DOB (Donatori Organi Bergamo), fondato nel 1971 proprio a Bergamo.

Il gruppo è oggi guidato da un Consiglio Direttivo di dieci persone, in carica per 4 anni, che pianifica le attività ed è l’erede di quei primi pionieri che si riconoscevano nella comunità bergamasca, silenziosa ma operosa, schiva ma generosa. Quella comunità che a Mozzo ha dato sei donatori: Duilio Biffi, Carlo Licini, Beniamino Sangalli, Daniele Locatelli, Vincenzo Locatelli e Valentino Facchinetti. L’AIDO accoglie e si rivolge a tutti, senza distinzione di razza, cultura o religione, appartenenza politica o provenienza sociale, in modo attento e sensibile per contribuire a diffondere lo spirito di amicizia e di reciproca collaborazione tra gli uomini, e il concetto di responsabilità e rispetto per la vita propria e degli altri.
Con l’ultima e attesa legge quadro 91 dell’aprile 1999 (che ha finalmente disciplinato la materia dei trapianti in Italia) lo Stato ha assegnato all’AIDO il ruolo di legittimo “informatore” verso la società civile e di “collaboratore” attivo verso lo Stato, le Regioni, le ASL, le Scuole e le Aziende ospedaliere, e ne ha riconosciuto l’esperienza acquisita dal 1971 a oggi. Ma l’AIDO non può farcela da sola. Non è e non sarà una legge dello Stato a modificare il nostro comportamento verso la donazione degli organi ma sarà ancora una volta la libera e consapevole volontà della persona, attraverso un consenso pieno e meditato.
Oggi si parla molto di solidarietà, con il rischio di banalizzare il termine e di svuotarlo dei suoi significati più profondi, e non è facile parlare di gratuità in una società che sembra mirare solo al massimo profitto individuale. Per fare maturare una cultura del “dono” e renderla patrimonio comune, che rimane l’obiettivo dell’Associazione, è necessario comunicare in modo credibile il messaggio che è possibile salvare una vita con il dono dei nostri organi dopo la morte, e giunge a questa decisione chi è capace di “guardare” anche ai bisogni degli altri.
La donazione degli organi come terapia salvavita è diventata sempre più importante, perché alcune patologie possono essere curate solo grazie al trapianto: tumori, leucemie, neoplasie, cardiopatie sono alcuni esempi. La qualità e la durata della vita raggiunti dopo il trapianto rendono inoltre questa terapia molto efficace. Oggi come ieri è quindi importante parlarne e non occorre essere “addetti ai lavori”: in famiglia, con gli amici, a scuola, con i colleghi di lavoro… ognuno di noi può farlo. In Italia, delle quasi 9.000 persone iscritte nelle liste di attesa, solo meno di 3.000 riescono a sottoporsi al trapianto, mentre 600 malati muoiono ogni anno, spesso dopo un’attesa durata anni e grandi sofferenze. Quali le cause? Da un lato l’allungamento naturale della vita ha diminuito la disponibilità di organi sani da trapiantare, dall’altro il rifiuto dei parenti all’espianto per una scarsa informazione, la paura, il non avere informato i familiari sulla volontà in materia di donazione degli organi. Ancora pochi scelgono in vita di voler essere potenziali donatori e per farlo sarebbe sufficiente iscriversi all’AIDO, segnalarlo all’ASL di competenza o all’anagrafe del proprio Comune. Molti semplicemente non ci pensano o non si pongono il problema, e il trapianto finisce per essere un “problema” solo per chi è malato e per il personale medico; e in mancanza di una scelta chiara, per chi muore in rianimazione con irreparabili lesioni al cervello è ancora vincolante la decisione dei parenti, che provati dal dolore non sempre interpretano correttamente la volontà del congiunto (come prescrive la legge) e negano nel 30% dei casi il consenso al prelievo, con la “perdita” di 1300 trapianti all’anno.
Il Gruppo AIDO Mozzo conta oggi 540 iscritti. Periodicamente proponiamo momenti di sensibilizzazione durante le Giornate nazionali della Donazione, organizziamo incontri specifici nelle scuole e serate informative, una biciclettata della solidarietà e altro ancora. Chi volesse avere maggiori informazioni, o essere aggiornato sulle normative vigenti, può trovarci il 1° Martedì del mese alle ore 20.45 presso il centro Caritas di Mozzo, accanto alla chiesa.
Referente per Mozzo: Massimo Brembilla, tel. 035 613479, e-mail: aidomozzo@libero.it

il gruppo AIDO Mozzo

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